XXVIII Marcia Francescana
Roma, San Pietro - Santa Maria degli Angeli, Porziuncola
(Jovanotti, Una tribù che balla, La strada, 1991)
Non aggiungo altro
se non la dedica di questo filmato
a chi ha condiviso con me
il cammino
che si è fatto incontro!
don Cristian's blog
XXVIII Marcia Francescana
Roma, San Pietro - Santa Maria degli Angeli, Porziuncola
(Jovanotti, Una tribù che balla, La strada, 1991)
Non aggiungo altro
se non la dedica di questo filmato
a chi ha condiviso con me
il cammino
che si è fatto incontro!

Questione di soldi o di giustizia? L'insegnamento è per la retribuzione salariale o per la distribuzione della giustizia? Si, la domanda mi pare sia lecita! Il Signore ci sta insegnando a distribuire i soldi in modo giusto o a fare giustizia, a vivere di giustizia? Guarda caso: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò" al Signore sembra giusto il modo di distribuire il denaro mentre agli uomini no: "Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone". Il Signore ci insegna che la sua giustizia non è retributiva (a ciascuno quanto ne merita) ma distributiva (a tutti in egual misura). E già, proprio perché la somma di un denaro era il necessario per il fa bisogno giornaliero, cioè quanto serviva per poter vivere, e il ragionamento dei primi lavoratori non era il desiderare di più per loro ma il desiderare di meno per gli altri. Capito? Di meno del necessario per vivere. Questo il Signore non lo può accettare naturalmente! Quindi ecco che da a ciascuno un denaro in egual misura. Ancora una volta siamo davanti alla sua Misericordia che è per tutti e per tutti in egual misura! Senza sconti ne vendite promozionali!
O Padre, giusto e grande nel dare all’ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all’intelligenza delle parole del tuo Figlio, perché comprendiamo l’impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino.
(Dalla liturgia della XXV domenica del tempo ordinario A)


"... sia per te come il pagano e il pubblicano!" Cioè? Ma come Signore, dobbiamo riprovare e riprovare e se poi il nostro fratello proprio non capisce deve essere come il pagano e il pubblicano? Lo dobbiamo ignorare? Mmm! Come il pagano e il pubblicano? E tu come ti sei comportato con i pagani e i pubblicani? A ecco, ora è tutto chiaro! Non è come il detto "fatti i fatti tuoi che campi 100 anni" ma come ti sei comportato te con i pagani (estranei al culto) e i pubblicani, cioè con l'atteggiamento missionario, di chi è chiamato a condividere la vita stessa ricevuta in dono. Ecco allora perché san Paolo ci ricordava: "non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole" perché l'unico debito che abbiamo è con il tuo amore e visto che il tuo è un amore gratuito nopn abbiamo neanche quello. E l'unico debito che abbiamo è corrispondere al tuo amore passando per i fratelli, dunque: tutti missionari!
O Padre, che ascolti quanti si accordano nel chiederti qualunque cosa nel nome del tuo Figlio, donaci un cuore e uno spirito nuovo, perché ci rendiamo sensibili alla sorte di ogni fratello secondo il comandamento dell’amore, compendio di tutta la legge.
(Dalla liturgia della XXIII domenica del Tempo Ordinario A).
Ci sono almeno due modi per non aver paura uno di questi è quello di considerare ciò di cui noi abbimo paura alla luce del tempo che inesorabilmente secondo dopo secondo passa... e allora ci pensa la vita! L'altro modo che mi viene in mente è quello suggerito da Gesù: non dobbiamo avere paura perché quello che è nascosto sarà manifestato!!! Cioè? Cosa è nascosto? Da bambino pensavo che questa frase si riferisse al negativo e dunque... tutto ciò che noi facciamo di male sarà rivelato e non ci possiamo nascondere! Buffo vero? Invece Gesù ci sta dicendo qualcosa di molto bello: Matteo ha seguito Gesù, Matteo ha sentito le grandi predicazioni di Gesù alle folle, Matteo ha sentito i piccoli discorsi detti da Gesù nel privato e nell'initimità solo ai dodici o addirittura solo a parte di essi. Ecco allora che tutto questo deve essere rivelato. Noi siamo i destinatari, ma noi siamo anche la sua Chiesa i suoi Figli, coloro che il Padre ha reso destinatari del suo Amore... e allora ecco che il dono di grazia non è come la caduta! E già, la caduta è entrata nel mondo a causa dell'uomo e del suo peccato e così la morte: la nostra grande e ultima paura, ma il dono di grazia è entrato nel mondo a causa di un uomo-Dio e questa porta a tutti la salvezza e la vita eterna: doni molto più grandi della morte.
E noi? Noi parliamo delle nostre morti o del dono di grazia? Di che cosa siamo portatori? Se Matteo non si fosse fatto discepolo noi oggi non parleremo di ciò... e allora all'ascolto e buona missione!
O Dio, che affidi alla nostra debolezza l’annunzio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.
(Dalla liturgia della XII domenica del Tempo Ordinario A).
"La storia si ripete..., buoni o cattivi...., giusto o sbagliato..., questo è l'inizio!"
ma non scordiamoci che:
"Qui si fa la storia o non si fa
si deciderà tutto qui
chi può aspettare aspetterà
non scappiamo fuori di qui"
Chissà se indovinate l'autore delle citazioni?